Progetto

Tecnologia ASKI

Lo sci Aski nasce con l’innovativa tecnologia composita a matrice termoplastica.

La ricerca e gli studi hanno portato a perfezionare questa tecnologia che vede l’impiego di polimeri termoplastici con elevate caratteristiche chimico-fisiche che interfacciano i tessuti di carbonio per formare dei laminati strutturali attraverso lo stampaggio a compressione. La scocca o conchiglia dello sci viene definita geometricamente per mezzo della termoformatura con stampi negativi-positivi e dell’irraggiamento infrarosso.
La lavorazione viene controllata con sofisticate strumentazioni elettroniche che monitorano gli equilibri di dilatazione e restringimento.
La scocca e i diversi laminati termoplastici in carbonio subiscono un trattamento chimico-fisico per aumentare la reattività superficiale e modificare la struttura molecolare. In questo modo vengono attivati i punti di contatto per favorire l’incollaggio.

L’anima dello sci, che ha il compito di distanziare l’asse di compressione dall’asse di trazione, è costituita da un espanso rigido a celle chiuse con bassa densità. Laminati di kevlar termoplastico con caratteristiche resilienti permettono la stabilizzazione dello sci interrompendo il moto vibrante delle lamine d’acciaio. Durante l’assemblaggio vengono inseriti nei punti vitali dello sci dei particolari elastomeri per garantire l’assorbimento delle frequenze vibratorie.

La linea geometrica o sciancratura negli sci Stealth – Magma e Verglas è determinata da un raggio costante mentre nei Free-ride Nevaio e Blue Moon è formata dalla combinazione di più raggi dalla punta alla coda.
In ogni modello l’equilibrio geometrico è studiato per facilitare l’impiego dello sci sia su neve fonda che su fondo duro. L’apertura delle punte a rocker evidenzia la forma flap che ottimizza il galleggiamento in neve fonda ma nel contempo stabilizza lo sci su nevi compatte.

La tecnologia che utilizza il carbonio termoplastico e i diversi materiali strutturali permette una costruzione monoblocco autoportante e una corretta distribuzione della curva elastica dello sci. Il carbonio raggiunge una reattività calibrata e la viscoelasticità strutturale favorisce una costante autoconfigurazione dello sci sui diversi tipi di neve.

 

Il progetto dello sci ASKI

Analizzando le geometrie dei migliori sci “race”, il primo obiettivo è stato la realizzazione di uno sci molto sicuro in condizioni di neve ghiacciata: un disequilibrio avanzato o arretrato non permette infatti allo sci di tenere la linea trasversale in discesa -quello che in Francese si dice “les skis flottent”- e spesso è difficile inserire la curva su fondo duro.

Il nostro sci è stato sviluppato su un concetto di geometrie variabili: il “Flap tilting”, con la particolare punta a doppia curvatura che si comporta come un vero e proprio alettone, reagisce senza vibrazioni a seconda della pressione esercitata dallo sciatore sulla neve e, in conseguenza, da quest’ultima sulla punta stessa; il “Dynamic camber”, grazie al quale, con la pressione esercitata dallo sciatore sullo sci, il ponte da singola curvatura muta in doppia, per ottimizzare il grip su ogni tipo di neve.

Affinché la pressione dello sciatore si scarichi idealmente sul Dynamic camber, in fase di montaggio dell’attacco scarpone, è necessario allineare il centro scarpa con il centro del ponte (Skileg Axis Concentric).